Arezzo (mercoledì 2 aprile 2025) — Recenti studi scientifici hanno evidenziato la presenza di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) nei dispositivi di protezione individuale utilizzati dai vigili del fuoco e in alcune tipologie di schiume antincendio. Tali composti, noti per la loro elevata tossicità, sono stati associati a gravi patologie, tra cui il glioblastoma, una forma particolarmente aggressiva di tumore cerebrale.
di Alice Grieco
In un caso particolarmente allarmante, tre vigili del fuoco della provincia di Arezzo sono recentemente deceduti a causa di questa patologia. La possibile correlazione tra l’esposizione ai Pfas e l’insorgenza della malattia ha sollevato interrogativi urgenti che necessitano di approfondite indagini scientifiche.
Ilenia Malavasi, deputata del Partito Democratico, ha sollecitato il Governo a estendere le ricerche sui Pfas a livello nazionale, sottolineando la necessità di un’indagine sistematica sui rischi per la salute dei lavoratori del settore emergenziale. Tuttavia, l’esecutivo ha respinto l’ordine del giorno presentato nell’ambito del decreto relativo all’organizzazione e al funzionamento delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
“Non è un caso” – afferma Malavasi – “che il Ministero dell’Interno abbia già avviato una collaborazione con l’Università di Bologna per uno studio medico-statistico sugli effetti dei Pfas in Emilia-Romagna. È quindi sorprendente e deludente che il Governo rifiuti di estendere questa ricerca su scala nazionale, ostacolando così una più ampia analisi epidemiologica.”
L’opposizione del Governo alla proposta di ampliamento delle indagini sui Pfas appare ancor più incomprensibile alla luce degli impegni assunti dalla stessa maggioranza nella recente mozione sui Pfas approvata alla Camera. La decisione di limitare l’indagine a un’unica regione solleva preoccupazioni riguardo alla tutela della salute e alla sicurezza non solo dei vigili del fuoco, ma anche della popolazione esposta indirettamente a queste sostanze.
“Questo atteggiamento – conclude Malavasi – dimostra una mancanza di attenzione verso la salute pubblica e i diritti dei lavoratori, in particolare di coloro che operano in condizioni di elevato rischio. È inaccettabile che per ragioni politiche si rinunci a un’indagine cruciale per la tutela di vite umane.”
L’appello a un monitoraggio più ampio e approfondito sui Pfas resta quindi un tema centrale nel dibattito sulla sicurezza del lavoro e sulla prevenzione delle malattie professionali, con implicazioni dirette per la salute pubblica e per la tutela dei diritti dei lavoratori del settore emergenziale.
Tag: glioblastoma, Ilenia malvasi, preoccupazioni, vigili del fuoco Last modified: Aprile 2, 2025