Arezzo (giovedì 3 aprile 2025) — L’attesa per la verità e per l’ultimo saluto a Roberta Mazzuoli prosegue. Non è ancora stata fissata l’autopsia sul corpo della 48enne originaria dell’Amiata, deceduta lo scorso venerdì presso la clinica San Giuseppe Hospital prima di un intervento chirurgico agli occhi. La Procura della Repubblica, con il pubblico ministero Laura Taddei, ha avviato un’indagine con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, ma la procedura autoptica è in attesa di documentazione aggiuntiva.
di Alice Grieco
L’esame autoptico sarà eseguito nei prossimi giorni a Siena dal professor Mario Gabbrielli. L’attenzione è rivolta in particolare all’anestesia, elemento chiave del caso, e per tale motivo un esperto in anestesiologia affiancherà il medico legale. L’analisi dovrà fornire risposte cruciali: la paziente soffriva di allergie note? Il dosaggio anestetico era corretto? La crisi respiratoria è stata gestita adeguatamente? La struttura era attrezzata per affrontare un’emergenza di tale portata?
Mentre la clinica San Giuseppe e la famiglia della vittima mantengono il massimo riserbo, le indagini proseguono con l’acquisizione di documenti e testimonianze. I Carabinieri di Arezzo e di Abbadia San Salvatore stanno raccogliendo elementi chiave, esaminando la cartella clinica, le dichiarazioni dei familiari e le fasi del percorso pre-operatorio, inclusi gli esami preliminari e il monitoraggio intraoperatorio. Sebbene al momento del decesso non vi fossero ancora indagati nel fascicolo, è prevedibile che gli avvisi di garanzia vengano emessi nei confronti di coloro che, a vario titolo, si sono occupati della salute della paziente.
Il decesso, avvenuto poco prima delle ore 13 del 28 marzo, resta avvolto da interrogativi. Nonostante l’intervento tempestivo del personale sanitario e del 118, ogni tentativo di rianimazione è risultato vano. La riservatezza sull’indagine è massima, così come il rispetto del dolore della famiglia. Non sono state rilasciate dichiarazioni ufficiali sulla natura dell’intervento chirurgico programmato, sebbene emergano riferimenti a una decompressione orbitale, procedura che prevede l’ablazione di parti ossee e adipose per correggere la sporgenza oculare.
Solo dopo l’autopsia la salma di Roberta Mazzuoli potrà fare ritorno nella sua terra d’origine, sull’Amiata, per l’ultimo saluto della comunità che la conosceva e stimava.
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