Arezzo (martedì 1 aprile 2025) — L’autopsia eseguita sul corpo di Laura Papadia, la trentaseienne palermitana brutalmente uccisa nel suo appartamento di Spoleto mercoledì scorso, ha confermato che la vittima è stata aggredita alle spalle e strangolata. Il marito, Gianluca Nicola Romita, reo confesso del delitto, l’avrebbe soffocata stringendole il collo con un oggetto o utilizzando il proprio braccio fino a causarne il decesso.
di Alice Grieco
Dall’analisi forense non sono emersi segni evidenti di altre lesioni sul corpo della vittima, suggerendo che Laura Papadia potrebbe non aver avuto il tempo o la possibilità di difendersi. Le tracce di sangue riscontrate sul volto potrebbero essere compatibili con l’impatto al suolo, dal momento che la donna è stata ritrovata riversa sul pavimento, in posizione prona.
Uno degli aspetti ancora da chiarire riguarda una possibile gravidanza della vittima. L’autopsia non ha fornito evidenze definitive a riguardo, motivo per cui saranno necessari ulteriori accertamenti per escludere o confermare questa ipotesi.
Nonostante la confessione di Gianluca Nicola Romita, l’uomo non ha ancora fornito una ricostruzione dettagliata dell’omicidio e delle circostanze che hanno portato alla tragedia. Gli inquirenti continuano a lavorare per chiarire la dinamica dell’aggressione e i motivi alla base di questo atto di estrema violenza.
Il caso resta al centro delle indagini della magistratura, che proseguirà con ulteriori analisi per ricostruire con precisione quanto accaduto in quella drammatica mattinata di mercoledì.
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